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lunedì 7 marzo 2016

10 consigli per i animali domestici


1. Succede anche al vostro cane di perdere il pelo a ciuffi? Forse non sapete che i veterinari consigliano di usare per il suo lavaggio acqua a temperatura ambiente, non eccedendo nè con il sapone nè con lo shampoo.


2. Quando il cane si sveglia con la “luna storta”,abbaia, disubbidisce, è dispettoso.. fategli una bella doccia fredda. Gli calmerà i bollori e gli farà recuperare il buon umore.



3. Il cane ha un pelo opaco, brutto? Gettate in una bacinella con acqua tiepida, due manciate di sale grosso. Lavate il cane, risciacquatelo subito, asciugatelo con il phon e spazzolatelo. Si sentirà subito meglio.


4. Un bel piatto di riso tre volte la settimana , aiuta cani e gatti a mantenere il pelo lucido e compatto. Se non gli va, provatelo a mescolarglielo nella carne trita.


5. L’aceto combatte le pulci per cani e gatti. Frizionateli con acqua ed aceto, è una cura preventiva!


6. Avete un gatto maleducato? Mettete negli angoli in cui sporca un pò di pepe o noce moscata. Vedrete che presto imparerà a dimenticare il vizietto.


7. Un bel pelo lucido e occhi puliti per il vostro micio? Fategli mangiare un cucchiaino di olio di fegato di merluzzo due volte alla settimana, gli farà più che bene!


8. Per deodorare perfettamente la gabbietta dei canarini, (sopratutto se fa caldo), bisogna versare sul fondo una certa quantità di gesso in polvere ricoperto poi di sabbia.
I cattivi odori spariranno!



9. Anche i nostri piccoli amici canarini hanno bisogno di variare il menù. Somministrate loro, di tanto in tanto, una discreta quantità di succo di pomodoro, ricco di vitamine. Farà loro molto bene!


10. Avete un merlo? Sarà felice se qualche volta, invece del solito mangime per uccelli, gli darete un bell’impasto di pangrattato, latte e ortiche tritate finissime. Sarà sano e più canterino.





Aiutare i gatti randagi 

Nonostante il gatto venga ritenuto un animale che ha come peculiarità la libertà e l'indipendenza, tante volte succede d'incontrare per strada delle colonie di felini che vagano alla ricerca di qualcosa da mangiare. 
In passato, riuscire a trovare qualche piccolo animale con il quale nutrirsi era abbastanza facile ma, per colpa dell'aumentare dell'urbanizzazione e della presenza sempre minore di campagne o aree verdi, la sopravvivenza dei gatti randagi è divenuto sempre più complesso. 
Nella presente dettagliata ed esaustiva guida che potrete andare a leggere nei passaggi successivi, vi indicherò come bisogna aiutare igatti randagi per evitare delle inutili sofferenze alle seguenti piccole creature, specialmente con l'avvicinarsi della stagione invernale.

Assicurati di avere a portata di mano:
Cibo
  • Acqua
  • Luogo adeguato (capannone, vecchio magazzino, ecc.)
  • Vecchi maglioni
  • Vecchie coperte
  • Cuccia usata



Innanzitutto, è necessario considerare che i gatti randagi hanno delle necessità diverse rispetto ai felini di casa, perché in numerosi casi essi non hanno avuto durante i primi giorni di vita l'imprinting nei confronti dell'essere umano e, quindi, difficilmente vedono in quest'ultimo un amico di cui fidarsi.
Tenendo in mente tale aspetto, molte persone avranno l'opportunità di evitare degli errori e di compiere delle azioni (naturalmente dettate dalle migliori intenzioni) che non verrebbero minimamente apprezzate dall'animale e potrebbero anche non aiutarlo affatto. 
La prima necessità che bisogna soddisfare in un gatto randagio è certamente la fame e la sete: precisamente, dovrete cercare di posizionare il cibo e l'acqua in un luogo non eccessivamente vicino ad una strada trafficata e lontano dall'abitazione, in modo da avere la possibilità di tornare tutti i giorni a versare ulteriori alimenti.



Mi raccomando anche di preferire delle zone in cui è possibile collocare le ciotole (come, ad esempio, le vaschette di gelato vuote) al riparo dalla pioggia e dal vento: durante l'inverno è ancora più importante trovare un luogo riparato, affinché l'eventuale cibo umido fornito e l'acqua non si congelino. 
Un altro consiglio che vi posso dare è quello di rendere il posto destinato ai gatti randagi maggiormente confortevole, specialmente qualora abbiate la possibilità d'ospitarli all'interno di un capannone ovecchio magazzino: potrete stendere per terra dei maglioni non più impiegati, delle vecchie coperte oppure una cuccia già utilizzata, per fare in modo che i gatti randagi possano proteggersi dal freddo.


In diverse situazioni, potrebbe succedere che uno dei gatti randagi presenti qualche ferita (anche piuttosto grave), determinata dalle lotte che si verificano tra loro o con ulteriori animali: inoltre, spesso può accadere che, all'interno di una colonia di questi animali siano presenti alcuni esemplari femmina. 
Nel primo caso, considerando la paura dell'essere umano da parte dei gatti randagi, dovrete avvisare un veterinario, affinché provveda a somministrare un sedativo, prima di tentare di catturare il gatto per portare le cure occorrenti.
Nella seconda situazione, sarebbe necessario portare il felino randagio dal veterinario dell'Azienda Sanitaria Locale (ASL), in modo che possa provvedere gratuitamente alla propria sterilizzazione: ciò eviterà che la colonia felina possa crescere ulteriormente.








I cani più difficili da addestrare 

I cani sono, senza dubbio, i migliori amici dell'uomo. I cani si rivelano gli amici a quattro zampe più fedeli, affezionati e docili tra tutti gli animali da compagnia. Alcuni cani, però, sono molto difficili da addestrare e tendono spesso a non obbedire ai comandi del proprio padrone. Ecco una lista dei 10 cani più difficili da addestrare, per scegliere conattenzione quale cane adottare.  



Il basset hound



Il primo dei 10 cani più difficili da addestrare è il basset hound, un cane dal corpo piccolo e tondo, simile a quello del bassotto ma meno atletico e snello. Questo cane è molto difficile da addestrare nella corsa e nel movimento fisico, proprio a causa del suo corpo, poco agile e scattante.

Il Beagle

Il secondo dei 10 cani più difficili da addestrare è il beagle. Il beagle è un cane di piccola taglia, simpatico ed agile ma anche molto giocherellone. Il beagle ama giocare, e spesso si comporta in modo birbante e dispettoso, senza obbedire ai richiami ed ai comandi del suopadrone.


Il pechinese

Il terzo dei 10 cani più difficili da addestrare è il piccolo e simpatico pechinese. Il pechinese è un cane molto piccolo e peloso, particolarmente amante dell'indipendenza, della libertà, dei dispetti e dei pisolini, lunghi e frequenti durante la giornata. Per questo motivo è molto difficile riuscire ad addestrare questo piccolo cane.


Il bloodhound

Il quarto dei 10 cani più difficili da addestrare è il bloodhound, un cane che viene spesso addestrato alla ricerca di cibo pregiato, radici o tracce di sangue, grazie al suo forte olfatto, sorprendentemente sviluppato. Non è difficile addestrare un bloodhound, ma il suo addestramento richiede tempi molto lunghi ed un atteggiamento paziente e professionale.


Il mastino

Il quinto dei 10 cani più difficili da addestrare è il grosso mastino. Il mastino è un cane di grossa taglia, imponente ed apparentemente minaccioso ma, al tempo stesso, molto difficile da addestrare a causa della sua stazza che lo rende un cane poco agile, dai movimenti lenti ed un po' pigri.




Il sesto dei 10 cani più difficili da addestrare è il simpaticissimo chow chow, uno dei cani più morbidi e pelosi. Il Chow Chow è un cane particolarmente affettuoso e pretende molte coccole ed attenzioni dal suo padrone, dunque non si rivela un cane facile da addestrare con un atteggiamento duro ed autorevole.



Il borzoi

Il settimo dei 10 cani più difficili da addestrare è il borzoi, un cane esile ed agile ma anche molto indipendente e dalla intensa indole testarda. Il borzoi è un cane molto simpatico ed affettuoso, ma non si lascia addestrare facilmente dal suo padrone.



Il basenji

L'ottavo dei 10 cani più difficili da addestrare è il basenji, un piccolocane dall'aspetto grazioso ma dal carattere testardo, dispettoso e molto indipendente. Il basenji non è mai particolarmente affettuoso o docile, ed addestrarlo è quasi impossibile.


Il levriero afgano


Il nono dei 10 cani più difficili da addestrare è il particolarissimo levriero afgano, un cane dall'aspetto molto singolare e dal pelo lunghissimo e liscio. Il levriero afgano è un cane poco obbediente, simpatico ed affettuoso ma poco incline a rispondere spontaneamente al richiamo del padrone.


Il bulldog

Infine, l'ultimo dei 10 cani più difficili da addestrare è il simpaticissimo bulldog, un cane piccolo e rotondo, molto affettuoso con adulti e bambini ma anche molto testardo, tenace e determinato, dunque difficile da addestrare con buoni risultati.












Le razze dei cani più intelligenti 

Al primo posto, troviamo il Border Collie, o il pastore britannico. È un cane da pecora, da mandria, con forte indole a radunare il gregge, con la sola imposizione dello sguardo: infatti sviluppa una relazione e una collaborazione con il proprietario molto grande. Conosciuto anche per il suo odorato, riesce a rintracciare il gregge anche nella nebbia fitta, tipica della Bretagna. Non è raro vedere il border collie, impiegato per rintracciare le pecore seppellite, o sperdute, sotto i cumuli di neve. Per indole è restio verso l'uomo, ma non per questo è classificabile nei cani da guardia.


Nella classifica dei cani più intelligenti, segue il Barboncino, più noto per la sua bellezza e fedeltà. È un buon osservatore e si adatta perfettamente alle attività routinarie dell'uomo. Protettivo e paziente, si classifica tra i cani da baby sitting per i bambini. Nonostante questa capacità, va educato da cucciolo per contenerne la vitalità ed evitare che abbai ad ogni rumore a lui sconosciuto. Le zampe corte gli permettono scatti veloci e li rendono dei veri sportivi. Per simpatia, estetica e adattamento, sono spesso sfruttati nei circhi per soddisfare il piacere del pubblico che li ammira.


Al terzo posto si classifica il Pastore Tedesco, che non poteva assolutamente mancare in questa classifica. I cinofili lo amano per la sua duttilità ed intelligenza: infatti è un cane che impara rapidamente e segue le istruzioni alla perfezione. Vista la mole, ha bisogno di grandi spazi, ama saltare, correre, giocare all'aria aperta. È dotato di uno scatto rapidissimo e di una potenza eccezionale; è spesso usato come cane da guardia, per il suo istinto protettivo verso la casa e la famiglia. Questo, non deve far credere che sia un cane aggressivo e feroce, in quanto cane lupo. È utilizzato nelle unità cinofile e nei corpi armati, anche per il suo indiscutibile fiuto e senso del dovere.








sabato 5 marzo 2016


Conoscere gli animali domestici (Cane)

Gli animali hanno un linguaggio ben preciso e se vogliamo entrare in relazione con loro dobbiamo conoscere questo linguaggio che viene messo in atto dall’ animale in ogni circostanza.

E’ importante osservare il cane, conoscere i suoi atteggiamenti e comportamenti, capire come si muove perché lui esprime emozioni, reazioni e comunica con noi attraverso i suoi versi, il suo modo di abbaiare, l’ espressione del suo muso, il suo movimento… trasmettendoci differenti messaggi…         ci avvisa di qualche cosa, ci chiama attirando la nostra attenzione… noi dobbiamo conoscere questo linguaggio per capire e per poi agire correttamente.

Il cane che è un animale domestico si lascia avvicinare dall’ uomo ma per vivere insieme dobbiamo capire di che cosa ha bisogno un cane, come curarlo, alimentarlo, come accudirlo per rispondere ai suoi bisogni e per farlo crescere e vivere bene insieme a noi.
Molti di noi hanno degli animali: cani, gatti, coniglietti ... ci prendiamo cura di loro, li accudiamo, giochiamo insieme, facciamo delle passeggiate ... e ci piace stare in loro compagnia.


Il cane è veramente un amico dell’ uomo, cani da riporto, cani da compagnia, cani sociali, cani da soccorso, cani poliziotto … aiutano ogni giorno l’ uomo.

Ci rendiamo conto quanto si affezionino a noi e noi a loro e questo ci mette gioia ed è bello avere un animale come il cane che ti ascolta e ti segue, gioca e si diverte con te.

E’ importante sapere come accarezzare un cane, come avvicinarsi soprattutto se è un cane sconosciuto, come dargli da mangiare … e queste azioni sembrano banali e scontate ma sono molto importanti e necessarie, da seguire in modo corretto perchè ci aiutano ad entrare in relazione positiva con il cane ma soprattutto per rispettarlo.



Scegliere il miglior prodotto per il tuo animale

Dopo tanti anni trascorsi con loro, sappiamo che questo si può ottenere solo partendo da una sana e buona alimentazione, che evita l'insorgenza di oltre il 90% delle patologie che colpiscono gli animali domestici.
Se il tuo animale mangia sano, non si ammalerà e tu risparmierai un sacco di soldi in veterinario, medicinali e diete.


Sulla base di anni di esperienza agonistica con i cani, abbiamo imparato che quasi mai i mangimi più conosciuti e pubblicizzati sono migliori rispetto ai meno famosi.
In qualsiasi cibo, umano o animale, la differenza la fa sempre un fattore:
la QUALITA’ e la NATURALITA’ degli INGREDIENTI.




Per aiutare la nostra clientela, abbiamo analizzato in collaborazione con esperti universitari di nutrizione animale, le qualità di proteine, grassi e amidi usati usati da ogni azienda, la naturalità della formula, la presenza di prodotti pericolosi per la salute dell'animale stesso, ed abbiamo attribuito ad ogni marca di mangime un punteggio.

Questo punteggio è stato poi confrontato con il prezzo del mangime e si è ottenuto un indicatore del rapporto QUALITA' / PREZZO.

Questi dati sono riportati su apposite schede che sono appese in corrispondenza dei prodotti, così potrai valutare da solo la qualità di ogni mangime, la sua convenienza, l' eventuale presenza di sostanze potenzialmente pericolose, se sia
Cruelty Free e poi deciderne l'acquisto.

venerdì 4 marzo 2016

Quando una cagna e in gravidanza


Per tutte le specie animali la gravidanza è “quel periodo che prende l’avvio con la fecondazione dell’ovocita e si conclude con l’espulsione del feto maturo”.

La durata normale di questo periodo è specifico di ciascuna specie, nel caso della cagna la naturale durata della gravidanza della cagna è di 57-63 giorni; questa notevole variabilità diventa ancora più eclatante se si considera la data dell’accoppiamento: da quel momento, infatti, può trascorrere un periodo variabile da 56 a 70 giorni.


Ciò è dovuto a diversi fattori, a cominciare dalla distribuzione delle ovulazioni in più giorni, al tempo di maturazione delle ovocellule nelle tube, ma soprattutto alla notevole capacità di sopravvivenza degli spermatozoi canini in ambiente uterino (fino a 7-9 giorni post copula).
Quindi, per definire la durata della gravidanza nella cagna, il modo migliore è indicare “57 giorni dopo l’inizio del diestro”: in questo caso, in genere, il margine di errore è minimo, e il momento di inizio conto può essere facilmente individuato attraverso l’esecuzione di strisci vaginali.
Una diagnosi di gravidanza precoce è utile non solo per soddisfare le richieste del proprietario, ma anche per organizzare fin da subito il management clinico della gestante; a tal fine è anche molto importante conoscere con la massima precisione la data attesa per il parto,  al fine di preparare il soggetto all’evento nel migliore dei modi.


Per la diagnosi di gravidanza esistono diverse metodiche utilizzabili, che permettono una diagnosi più o meno precocemente e con maggiore o minore attendibilità.
Volendole analizzare singolarmente possiamo partire dalla palpazione addominale.
Le vescicole embrionali nella cagna formano una serie di rigonfiamenti ovoidali lungo i corni dell’utero, che in casi particolari possono essere identificate mediante palpazione manuale già dal 17°-22° giorno successivo all’ovulazione.
Normalmente, comunque, in cagne di taglia media, è possibile individuare le vescicole embrionali al 28°-30° giorno, quando hanno raggiunto una dimensione di 6 cm circa.
Questa metodica rimane però molto soggettiva è strettamente dipendente dalle capacità e dall’esperienza dell’operatore, ed anche quando la palpazione è condotta in modo ottimale a volte può essere difficoltoso fare una diagnosi certa.
Molto spesso, infatti, le cagne tendono ad irrigidire le pareti dell’addome quando vengono sottoposte a palpazione, mentre in cagne di grossa taglia può essere impossibile raggiungere l’utero.
Ancora, la diagnosi può essere difficile in caso di cagne che portano pochi feti, particolarmente se questi sono localizzati nella parte craniale dell’addome.


Inoltre alcuni autori ritengono che una palpazione effettuata in modo non adeguatamente prudente potrebbe portare al riassorbimento embrionale.
Per quanto riguarda l’esame radiografico fino al 21° giorno dopo l’ovulazione, non è possibile apprezzare assolutamente nulla.
Tra il 21° e il 42° giorno in molti soggetti è possibile osservare i corni uterini notevolmente ingrossati e ripieni di fluido.
Ma è solo dal 43°-46° giorno in poi che l’esame radiografico assume una reale valenza diagnostica: solo allora, infatti, comincia la calcificazione degli scheletri fetali ed è possibile, pertanto, evidenziare le colonne vertebrali ed i crani.
Una diagnosi di gravidanza basata sul solo esame radiografico, di conseguenza, può essere effettuata  tardivamente, quando ormai mancano 20-22 giorni al parto.

Però questo esame può rivelarsi molto utile, dopo  che la diagnosi è già stata effettuata con altre metodiche, per ottenere informazioni importanti circa la gravidanza e il parto: in questo modo, infatti, è innanzitutto possibile misurare con precisione le dimensioni dei feti, per valutare le necessità nutrizionali per la madre e per vedere eventuali problemi al momento del parto, a causa della presenza di feti troppo grandi.

Ancora attraverso la conta dei crani e delle colonne vertebrali è possibile conoscere con certezza il numero dei feti, informazione questa molto utile non solo per soddisfare la curiosità dei proprietari, ma anche per affrontare il parto in modo corretto.
L’esame radiografico, allora, è particolarmente raccomandato per quelle cagne ad alto rischio distocia, come ad esempio nel caso di soggetti  accoppiatisi con maschi di taglia maggiore, oppure nel caso di cagne che presentino anamnesi diparti distorcici.
L’ecografia è l’esame d’elezione per la diagnosi di gravidanza.
Essa, infatti, permette una diagnosi precoce ed assicura anche la valutazione di vitalità fetale.
Con questo esame un ecografista esperto, dotato di uno  strumento adeguato, è in grado di individuare i sacchi gestazionali dal 20° giorno di gravidanza.

L’ecografia a differenza dell’esame ecografico, non è in grado, però, di indicare in maniera realmente attendibile il numero dei feti presenti, ma permette fin dal 25° giorno di valutare la vitalità fetale attraverso l’identificazione del battito cardiaco.